Il mio bambino sta crescendo abbastanza?

Il mio bambino sta crescendo abbastanza?

Il mio bambino sta crescendo abbastanza?

Quante volte nella nostra cultura una donna che allatta il suo bambino viene messa in crisi da osservazioni riguardanti l’aumento di peso del suo bambino? È molto frequente che la mamma si preoccupi di una crescita che è stata definita insufficiente, ricevendo suggerimenti ed esortazioni per far crescere suo figlio più in fretta. Quasi sempre la crescita lenta viene imputata a un allattamento materno inadeguato: un’insufficiente quantità di latte o una sua scarsa qualità, e di conseguenza le si consiglia di iniziare ad integrare le poppate con dei biberon di formula.

Ma è davvero l’unica soluzione possibile? E prima ancora, siamo sicuri che il bambino stia davvero crescendo troppo poco? E se è così, siamo sicuri che sia colpa dell’allattamento materno?

Valutare la crescita

Quasi ogni manifestazione del bambino viene nella nostra cultura imputata a un’alimentazione inadeguata. La diffusa credenza che il latte possa facilmente esaurirsi o essere scarsamente nutriente, rafforzata da decenni di cultura dell’alimentazione artificiale, ha fatto sì che al giorno d’oggi si tema il fallimento dell’allattamento e si consigli di integrare appena sembra esserci il sintomo di “qualcosa che non va”. Ma quali segni sono davvero un campanello d’allarme di una alimentazione inadeguata, e quali frutto solo di paure e pregiudizi?

L’aumento di peso è un parametro importante per valutare la salute e il benessere del bambino e anche il suo apporto nutritivo; ma non è l’unico dato che va preso in considerazione. È importante che il bambino cresca di peso, faccia abbondantemente pipì ed evacui abbastanza. Questi sono i tre segni obiettivi dell’assunzione adeguata di latte.

Osservare l’output (quello che esce) nel pannolino nell’arco di 24 ore dà una verifica immediata e obiettiva dell’input (quello che è entrato) nelle ore precedenti. Questo dato ci permette di verificare molto rapidamente se il bambino sta assumendo abbastanza latte. Per sapere se un bambino prende latte a sufficienza, in pratica, va controllato che bagni bene 5-6 pannolini al giorno di pipì, e che vada di corpo abbondantemente (in genere 3-4 evacuazioni al giorno o più nei primi tempi; successivamente, in un bambino allattato esclusivamente al seno le evacuazioni possono essere anche ogni qualche giorno, anche diversi giorni, ma proporzionalmente abbondanti).

Altri segni invece sono poco significativi o di difficile interpretazione: dormire poco, dormire tanto, essere tranquillo o agitato, seni gonfi o duri, gocciolanti o meno, latte che si riesca tirare ancora dopo la poppata oppure che non esce – nemmeno una goccia, bambino che si scola l’aggiunta dopo la poppata oppure no… tutti questi elementi possono voler dire poco latte o tanto latte o latte nella media e non significano nulla in sé. Invece peso e pannolini sono dati obiettivi.

Attenzione che un bimbo “buono”, che dorme molto, può essere che si stia alimentando poco, non è quindi un dato rassicurante ma un motivo per osservare più attentamente l’andamento dell’allattamento.

Come pesare il bambino?

Almeno nelle prime settimane è opportuno avere una bilancia casalinga, in modo da avere un riferimento di partenza per sorvegliare la crescita del bambino in questi primissimi giorni in cui alcuni bambini sono ancora in calo o l’aumento di peso non è ancora costante e consolidato.

Poter pesare il bambino appena si torna a casa dal reparto di maternità è utile anche a fugare alcuni timori riguardanti l’aumento iniziale di peso. Infatti, quasi mai gli ospedali riportano il peso minimo raggiunto dal bambino durante il soggiorno al reparto di maternità; in genere si riporta il peso alle dimissioni, ma non è detto se il bambino era già in ripresa o stava ancora calando. Il controllo generalmente è una settimana dopo, però il bambino, in quella settimana, ha fatto un calo fisiologico di peso e poi ha ripreso a crescere. Questo significa che se si fa semplicemente la differenza fra il peso di nascita e quello a una settimana di vita, potrebbe sembrare che il bambino è rimasto fermo o è cresciuto pochissimo; ma invece, conoscendo il peso minimo raggiunto e facendo la differenza a partire dal calo avvenuto, si scopre che il bambino è cresciuto a dovere.

Il bambino va pesato sempre alla stessa ora (generalmente si fa la mattina) e con addosso sempre gli stessi indumenti (in genere pannolino e biancheria intima). Conviene pesarlo sempre dalla stessa bilancia, per avere un peso da cui partire e fare confronti, dato che non si possono paragonare le pesate di bilance diverse. Un trucco per far stare fermo il neonato quando lo si pesa? Può essere messo a pancia sotto invece che sulla schiena, si sentirà più a suo agio e starà più tranquillo!

Conclusioni

Prima di allarmarci per una singola pesata, ricordiamoci alcuni punti importanti.

 

  1. Per prima cosa è bene verificare errori di pesatura, sempre possibili. Se ad esempio alla pesata precedente il bambino ha avuto un aumento straordinario di peso, e a quella successiva sembra stazionario o addirittura in calo, può darsi che ci sia stato un errore in eccesso alla pesata precedente. A volte gli errori della bilancia si sommano (ad esempio: in eccesso a una pesata, in difetto alla successiva, il bambino sembra addirittura calato; ma specie dopo il primo trimestre, quando l’aumento settimanale è piccolo, basta un piccolo errore della bilancia per falsare la valutazione.
  2. Prima di parlare di calo occorre fare una serie di pesate, una singola pesata non fa mai testo. Per tracciare una curva ci vogliono almeno 3 punti sul grafico, cioè 3 pesate a distanza di diversi giorni.
  3. Mai, mai, mai la scarsa crescita è causata dal fatto che il bambino poppa al seno. Il latte materno è sempre adeguato e nutriente come composizione! Semmai può essere causata dal fatto che il bambino al seno poppa non abbastanza! Inoltre il latte materno non è competitivo con il cibo solido, e d’altronde, a parità di volume, il latte materno è il cibo in assoluto più completo e nutriente che un bambino può mangiare. Allora dire che si “rovina l’appetito” col latte e di toglierlo affinché mangi altri cibi è veramente una logica insensata, perché per esperienza i bambini mangiano tanto o poco cibo solido per altri motivi, a prescindere dal fatto che poppino molto o poco.
  4. L’andamento del peso del bambino va controllato in un arco di tempo, ed è solo uno dei parametri da controllare, insieme a tanti altri. L’aumento di peso però va considerato per quello che è, e cioè un parametro, un dato, e non è di per sé un obiettivo di salute. La bilancia non va demonizzata ma nemmeno trascurata; va solo usata in modo ragionevole, come spiegato ulteriormente in questa FAQ.
  5. Per comprendere se un bambino è cresciuto bene, la sua curva del peso va confrontata con la curva standard relativa alla sua costituzione, quindi al suo percentile. Gli standard di crescita sono cambiati nel tempo, e attualmente esistono le curve elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sono estremamente affidabili e universali, cioè sono uno standard di salute a cui può riferirsi ogni bambino a prescindere dall’etnia, dalla costituzione e dal modo in cui viene alimentato.
  6. Per valutare bene l’accrescimento di un bambino occorre valutare assieme peso e altezza e a volte anche altri parametri. Un bambino che cresce in altezza ma non in peso necessita di una attenta valutazione sull’apporto nutrizionale e sull’andamento dell’allattamento; potete trovare qui ulteriori spiegazioni sul perché di questa attenzione necessaria.
  7. Gli standard di crescita sono costruiti in riferimento a bambini sani e nati a termine; per i prematuri ci sono tabelle apposite, e per i bambini con problemi di salute va fatta una valutazione personalizzata.
  8. Attenzione a non fare riferimento a parametri letti in rete o per sentito dire. Gli attuali standard aggiornati di crescita sono quelli stabiliti dall’OMS nel 2005. Spesso i riferimenti usati dai genitori e a volte anche dagli operatori sanitari non sono aggiornati, e si rischia di sottovalutare un ritmo troppo lento di crescita, specie nelle primissime settimane.  Potete trovare qui ulteriori informazioni su questo argomento.

Nel prossimo articolo verrà spiegato il significato delle tabelle percentili e come usarle.

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