Allattamento e fertilità

Allattamento e fertilità

Luisa allatta da 7 mesi e non ha il ciclo. Non sta usando anticoncezionali perché ha letto che allattare è un efficace metodo per non rimanere incinta.

Maria allatta un bimbo di 13 mesi e vorrebbe dargli un fratellino, ma nonostante ci stia provando da diversi mesi, non riesce a rimanere incinta. Eppure il suo ciclo è tornato a 9 mesi… le hanno detto che finché non svezza suo figlio, non riuscirà mai a concepirne un altro.

Emma allatta da 21 mesi e non ha ancora ripreso ad avere le mestruazioni. È molto preoccupata perché le hanno detto che l’allattamento ha bloccato il suo ciclo fertile e che sta rischiando la menopausa precoce.

Ma quante se ne dicono!? È indubbio che fra allattamento e fertilità ci sia un legame, però mentre a una donna che allatta le mestruazioni tornano dopo 40 giorni, a un’altra tardano anche anni; e a una terza vanno e vengono senza regolarità.

Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza su questo aspetto forse poco conosciuto dell’allattamento.

La danza degli ormoni

Il ciclo fertile è governato da diversi ormoni, fra i quali i più importanti sono estrogeno e progesterone. L’oscillazione mensile della concentrazione di questi ormoni provoca l’ovulazione e successivamente, se non c’è concepimento, le mestruazioni.

L’ormone che presiede invece alla produzione di latte è la prolattina. La prolattina ha in realtà anche una funzione preparatoria per la mammella stimolandole lo sviluppo ghiandolare.

Questi due gruppi di ormoni interagiscono fra di loro in una danza che a seconda delle reciproche proporzioni e della condizione fisica (periodo fertile, gravidanza, allattamento) provocano un effetto oppure un altro nell’organismo femminile.

Vediamo cosa succede a questi ormoni nelle varie fasi della lattazione.

  • In gravidanza la Prolattina aumenta moltissimo, e il suo effetto è diretto soprattutto al tessuto ghiandolare del seno, stimolando la crescita delle cellule ghiandolari che dovranno poi produrre il latte. Il latte però non viene prodotto, a causa del livello elevato di estrogeni, prodotti dalla placenta, che ne bloccano la sintesi; questi ormoni sono fondamentali per il mantenimento della gravidanza.
  • Dopo il parto, con il secondamento (l’espulsione della placenta), questo blocco viene meno e la donna comincia quindi a secernere il colostro (il primissimo latte, che è in piccole quantità ma denso di nutrienti). La Prolattina è ai livelli massimi, e dopo 2-3 giorni questo fa sì che ci sia una produzione massiva di latte, spesso in sovrabbondanza rispetto al fabbisogno del bambino (la montata lattea).
  • Nelle prime 6-8 settimane dopo il parto avviene la calibrazione, ossia la produzione di latte si assesta in base a quanto spesso il seno viene drenato, quindi più un bambino poppa, più latte si produce, e viceversa. La prolattina scende di poco ed è sempre a livelli piuttosto elevati. Ad ogni poppata la prolattina sale e poi gradualmente nei minuti successivi scende leggermente e si riporta a un livello “di base”, detto appunto livello basale. In questa fase se l’allattamento continua con poppate frequenti l’alto livello basale di prolattina inibisce gli estrogeni e quindi l’ovulazione. Inoltre nella fase di calibrazione la prolattina stimola anche la moltiplicazione dei recettori che rendono la ghiandola sensibile ai segnali della prolattina stessa.
  • Nei mesi immediatamente successivi la prolattina scende notevolmente, anche se rimane sempre a livelli maggiori di quelli precedenti il concepimento. Finché il livello basale resta superiore a un certo minimo, gli estrogeni continuano a venire inibiti; ma per ottenere questo risultato occorrono una serie di accortezze che spieghiamo più avanti.
  • Quando gli intervalli fra le poppate aumentano, come avviene se si riducono le poppate, si introduce il ciuccio, le aggiunte, le tisane o i cibi solidi, la prolattina a volte scende sotto quel livello minimo che bloccava gli estrogeni, e quindi può avvenire un’ovulazione. Riprendono le mestruazioni e riparte il ciclo fertile.
  • Ecco perché c’è tanta variabilità nel rapporto fra ciclo e allattamento: dipende da molti fattori, come la distanza dal parto, il drenaggio del seno, la suzione del bambino, la frequenza delle poppate, l’allattamento notturno, le caratteristiche dell’allattamento.

    Quindi allattare è un metodo sicuro per prevenire le nascite oppure no?

Il controllo della fertilità attraverso l’allattamento

Prima di tutto è importante chiarire che l’allattamento non può essere tecnicamente definito un anticoncezionale, perché non impedisce il concepimento, bensì inibisce la fertilità, quindi è meglio considerarlo non tanto un metodo di prevenzione della gravidanza, ma un metodo di pianificazione familiare che, se attuato secondo regole rigorose, ha un elevato tasso di efficacia.

L’inibizione dell’ovulazione però avviene solo a determinate condizioni che devono essere tutte presenti senza sgarrare MAI nemmeno una volta. Si può essere sicuri (allo stesso grado della pillola) di non essere fertili se esistono TUTTI questi requisiti:

  • allattamento a richiesta (cioè niente ciuccio, niente temporeggiamenti, allattare ai primi cenni di richiesta del seno, permettere al bambino di poppare per tutto il tempo che vuole. Tutta la suzione del bambino deve essere al seno)
  • allattamento esclusivo (cioè prende solo latte materno, niente altri liquidi, nemmeno acqua, niente cibi solidi, nient’altro)
  • intervalli brevi, inferiori a 4 ore il giorno e 6 ore la notte. L’intervallo si calcola dall’inizio di una poppata all’inizio della poppata successiva
  • almeno una poppata notturna (se il bambino dorme nell’altra stanza, potrebbe sfuggire qualche suo risveglio e venire meno il requisito dell’allattamento a richiesta)
  • non è mai tornato il ciclo.

In questo modo la sicurezza del metodo è elevatissima, come quella della pillola, cioè intorno al 98%; almeno nei primi sei mesi. Basta però che si deroghi a UNA SOLA di queste regole per UNA SOLA VOLTA per perdere la sicurezza del metodo, cioè diventare a rischio ovulazione (esempio, basta un solo intervallo fra le poppate superiore alle sei ore). Dopo il ritorno del ciclo, anche se si presenta una sola volta e poi di nuovo scompare (anche questo può capitare e rientra nella fisiologia in allattamento), l’effetto di inibizione della fertilità può a volte proseguire, però non è più garantito.

 

Interpretare i segni

Sicuramente il segno più eclatante che la fertilità si sta rimettendo in moto è la ricomparsa delle mestruazioni. Ma per interpretare correttamente questi segni, occorre osservare come e quanto ricompaiono.

  • Il capoparto (cioè perdite di sangue circa 40 giorni dopo il parto) non sono necessariamente il segno di una ripresa della fertilità, ma una sorta di “rinnovo” della mucosa uterina, che non è preceduto da un’ovulazione. Attenzione però: se c’è stato un intervallo lungo fra le poppate nei giorni precedenti, o l’allattamento non è esclusivo, non si può garantire che non ci sia anche una ovulazione precocissima; ma se si seguono attentamente le regole elencate poco sopra il rischio è minimo.
  • Nei mesi successivi, se compaiono le mestruazioni nei primi sei mesi, probabilmente i primi cicli saranno anovulatori (cioè non preceduti da ovulazione); però non c’è da contarci perché l’infertilità da allattamento non è garantita. In genere dopo uno o più cicli anovulatori riprendono i cicli fertili.
  • È possibile avere un’ovulazione (quindi la ripresa del periodo fertile) in allattamento, senza aver avuto prima delle perdite mestruali. Questo rischio aumenta quanto più si prolunga il periodo di amenorrea. In pratica, se la fertilità torna nei primi mesi di allattamento, p uò capitare che ci sia un primo ciclo anovulatorio (mestruazione senza ovulazione), o anche per un paio di mesi; e poi riprenda il normale ciclo ovulazione/mestruazione. Se invece le mestruazioni non sono tornate dopo molti mesi, aumenta la possibilità che la prima ovulazione preceda la prima mestruazione.
  • Alcune donne continuano a non ovulare per lunghi periodi finché dura l’allattamento, altre appena inseriscono la prima pappa o fanno una pausa notturna, ecco che le tornano le mestruazioni e il ciclo ovulatorio. È molto soggettivo e varia anche da un allattamento a un altro.

Va puntualizzato che nessun metodo è sicuro al 100%. Anche la pillola potrebbe non garantire il blocco della fertilità se si salta un giorno, oppure si ha vomito o diarrea o si prende un farmaco che ne impedisce l’assorbimento. Non per questo si afferma che la pillola sia inaffidabile; e così è anche per il metodo dell’amenorrea lattazionale.

E quando il ciclo non ricompare per molti mesi o addirittura anni?

Ci sono forti variazioni individuali, con donne che hanno una ripresa molto precoce della fertilità anche saltando solo un’unica poppata; e altre in cui il blocco dell’ovulazione si protrae finché c’è almeno una poppata (generalmente quella notturna è quella più cruciale). Alcune donne hanno riavuto il ciclo smettendo di allattare la notte, pur continuando a farlo di giorno.

Se si desidera rimanere incinta di nuovo, non c’è che da provare eventualmente a variare gli intervalli (sempre che il bambino collabori). Non ci sono rimedi miracolosi per ovulare durante l’allattamento… se non funziona, non c’è che aspettare con pazienza.

Bisogna imparare a considerare il fenomeno dell’amenorrea in allattamento non come un problema, ma come una soluzione efficace che la natura ha trovato per distanziare sufficientemente fra loro gravidanze e nascite.

I benefici di un’amenorrea prolungata

Troppo spesso questa assenza di mestruazioni (o di cicli regolari) in allattamento viene visto con allarme e la donna subisce pressioni per svezzare subito il bambino, oppure viene sottoposta ad accertamenti costosi o le vengono prescritti farmaci per far tornare le mestruazioni, come se l’assenza di perdite mestruali potesse causare chissà quale danno.

In realtà l’allattamento, inducendo il riposo dell’organismo dal ciclo degli estrogeni, comporta numerosi benefici per la donna:

  • Riduce al minimo le perdite di sangue dopo il parto e nei mesi successivi, permettendo all’organismo di ricostituire pienamente quelle scorte che ha perduto con il parto.
  • Previene gravidanze troppo ravvicinate fra loro, con stress fisico e psichico per la mamma, permettendole di dedicarsi completamente a un bambino alla volta.
  • Allattando, il seno viene drenato dalla suzione e anche la circolazione linfatica è potenziata, permettendo la massima salute dei tessuti ghiandolari della mammella.
  • L’inibizione del ciclo estrogenico è proprio il fattore attraverso il quale gli organi riproduttivi della donna si proteggono dal rischio di sviluppare tumori. Più a lungo si allatta, quindi, minore è il rischio di tumori al seno, all’utero, alle ovaie, all’endometrio.

 

Non c’è dunque da allarmarsi, non c’è da correre dal medico temendo chissà quale atrofia uterina o menopausa precoce (come talvolta si paventa alle povere mamme), non c’è da aggiustare ciò che non è rotto! Semplicemente c’è da lasciar fare il suo corso alla natura. In natura non esistono anticoncezionali, kit per i giorni fertili, biberon di formula e ciucci… quindi al tempo dei nostri progenitori le femmine umane in età fertile passavano da un lungo periodo di amenorrea (gravidanza più qualche anno di allattamento intensivo) a pochi mesi di ciclo fertile, per poi iniziare una nuova gravidanza… così fino alla menopausa. in pratica in tutta la loro vita fertile potevano avere tutt’al più una trentina, una cinquantina di cicli mestruali al massimo… a fronte dei circa 400 della madre occidentale di oggi che ha in media 2 figli allattati pochi mesi.

La vera normalità della specie umana è proprio nell’organismo materno che si riposa e sospende la fertilità finché il bambino, smettendo di chiedere il seno, non segnala al corpo della mamma che non ha più così intensamente bisogno di lei e che può restare di nuovo incinta. E così la fertilità riprende distanziando opportunamente le nascite fra loro. Ci si dovrebbe piuttosto chiedere cosa rischia la donna che non allatta e riprende subito il suo ciclo ovulatorio.

 

Conoscere meglio questi processi permetterà a Luisa di adottare la prudenza appropriata se non desidera altre gravidanze, a Maria di ottimizzare le possibilità di concepire di nuovo, e a Emma di non allarmarsi inutilmente.

 

Una maggiore comprensione dei meccanismi che regolano il delicato equilibrio fra fertilità e allattamento, attraverso una delicata danza ormonale, permetterà alla donna che allatta di gestire al meglio la sua sessualità fornendo un prezioso strumento di pianificazione familiare complementare ai tradizionali metodi anticoncezionali. Comprendere la meravigliosa funzionalità di questi meccanismi naturali permette un vero e proprio cambio di prospettiva, restituendo questi processi alla fisiologia in un’ottica di salute.

 

 

 

Antonella Sagone, 24 dicembre 2020

17 thoughts on “Allattamento e fertilità”

  1. Erika ha detto:

    Buongiorno dottoressa, grazie per questo articolo davvero utile!
    Provo a rivolgermi a lei per chiarirmi un punto che potrebbe posizionarsi a latere di questo articolo: una volta iniziata una gravidanza in concomitanza con l’allattamento di un bimbo “grandicello” è possibile che l’allattamento possa inibirne il prosieguo causando un aborto spontaneo?
    Ho provato a cercare in rete ma ho trovato davvero poche informazioni a riguardo.
    Grazie se vorrà e potrà approfondire.

    1. Antonella Sagone ha detto:

      Buongiorno Erika,
      Molte madri scelgono di proseguire l’allattamento durante la gravidanza, quando questa procede senza problemi.
      Come specifica il Tavolo Tecnico per l’allattamento al seno del nostro Ministero della Salute, non esistono evidenze scientifiche che facciano pensare a un aumentato rischio di aborto o di parto prematuro se la mamma allatta durante la gravidanza. I processi che governano il mantenimento o il termine di una gravidanza dipendono da complessi giochi di ormoni e fattori ambientali, investono l’intero sistema neuro-endocrino-immunitario, e non si avviano semplicemente con uno stimolo come può essere quello al capezzolo (che induce un rilascio di ossitocina molto modesto ad esempio a fronte di quello innescato dall’attività sessuale).
      Naturalmente questa è una risposta generica, poi occorre valutare le situazioni caso per caso.

    2. Stefania ha detto:

      Buongiorno, la ringrazio molto per questo articolo davvero interessante. Ho un bimbo di 22 mesi che allatto ancora a richiesta, ciò significa che quando siamo insieme il weekend chiede il latte diverse volte durante il giorno, in maniera diversa a seconda delle attività della giornata, se siamo fuori non cerca il seno. Gestisco con il seno anche i risvegli notturni, che variano solitamente da 2 a 5. Ho avuto il capoparto 40 giorni dopo il parto, ma poi non ho mai avuto le mestruazioni. Mi piacerebbe cercare un’altra gravidanza nei prossimi mesi, non ho ancora fatto una visita con la mia ginecologa, ma il mio dubbio riguarda le effettive possibilità di rimanere incinta. Il fatto di non avere le mestruazioni significa necessariamente che non c’è nemmeno ovulazione? Vedrei davvero molto difficile smettere di allattare. La ringrazio molto.

      1. Antonella Sagone ha detto:

        buon giorno Stefania, L’assenza di mestruazioni non garantisce che non avvenga un’ovulazione; specialmente quando l’amenorrea si prolunga, cresce la probabilità che la prima ovulazione PRECEDA la prima mestruazione, cioè che non ci siano cicli anovulatori prima del ritorno della fertilità.
        Difficile dire quanto l’allattamento possa bloccare la fertilità dopo i primi mesi, perché ogni donna è diversa e risponde in modo diverso agli stimoli, compreso quello della suzione al seno.
        Anche se la prolattina dopo i primi tempi cala molto, per alcune donne questo è sufficiente a bloccare l’ovulazione; mentre altre tornano fertili al primo intervallo fra due poppate che superi le 4 ore!!
        In certi casi, è stato sufficiente limitare alcune poppate, senza uno svezzamento completo, per avere una ripresa del ciclo fertile; la cosa migliore sarebbe consultare una consulente IBCLC e lavorare di concerto col medico, se la difficoltà a una nuova gravidanza, e l’assenza di ovulazione fosse accertata e si prolungasse nel tempo.

        1. Stefania ha detto:

          Grazie infinite per la risposta. Durante la settimana quando sono a lavoro il mio bimbo sta anche 10 ore senza poppare, ma quando siamo insieme dentro casa cerca il seno spesso, fuori invece non lo cerca quasi mai, solo quando è il momento del pisolino dopo pranzo. Vedremo allora come va quando decideremo che è arrivato il momento di cercare un’altra gravidanza, se incontreremo difficoltà seguirò certamente il suo consiglio!

        2. Stefania ha detto:

          Buonasera, le scrivo nuovamente a distanza di alcuni mesi. Oggi ho fatto una visita ginecologica perché vorrei cercare una seconda gravidanza e la ginecologa mi ha detto che al momento non c’è alcuna attività ormonale. Lei sostiene che l’assenza di mestruazioni sia dovuto al calo di peso che ho subito (circa 6 kg in meno rispetto al peso pre gravidanza, peso ora 49 kg e sono alta 170 cm), perché l’ipofisi non riceve l’impulso ad attivare il ciclo (mi scuso per le parole non precise). Mi ha quindi consigliato una visita da un nutrizionista per recuperare il peso e mi ha consigliato anche di ridurre fino ad interrompere l’allattamento. Non mi ha consigliato esami del sangue per il momento, avevo comunque fatto degli esami a gennaio fra cui anche TSH che era risultato di 3,48. Io al momento non me la sento di smettere di allattare, il mio bimbo richiede ancora molto, se ci sono io non si addormenta in altro modo. Mi sento sola, la mia ginecologa mi ha consigliato i cerotti sul seno per smettere, cosa che non intendo assolutamente prendere in considerazione, inoltre dice anche che non fa bene al fisico stare a lungo senza mestruazioni, il mio medico di base non ha mai sostenuto l’allattamento, non conosco nessuno di persona che ha allattato a termine, cosa che vorrei tantissimo fare, mio marito ora dice che dovrei smettere perché questo è un problema di salute serio.. andrò sicuramente da un nutrizionista, ma vorrei parlare anche con una consulente per l’allattamento, ha dei nomi da consigliarmi nella zona di Trento? La ringrazio infinitamente per avermi letta e mi scuso per la confusione con cui ho esposto i fatti, che rappresenta il mio attuale stato d’animo.. vorrei tanto avere un altro bimbo, ma non voglio fare un torto a mio figlio.. un saluto

          1. Antonella Sagone ha detto:

            cara Stefania,
            nell’ultima frase hai riassunto bene il dilemma in cui ti trovi. Non è da escludere che l’allattamento inibisca il ritorno della fertilità nel tuo caso; come puoi leggere anche da altri commenti qui, è una cosa che può capitare, e sottolineo che non è un fatto patologico ma rientra nella gamma della fisiologia. Non mi risulta che vi siano evidenze scientifiche che mostrano come cicli mestruali mensili siano benefici per l’organismo materno, ovvero che non avere il ciclo per periodi prolungati possa in qualche modo essere dannoso. Anzi le ricerche mostrano un elemento protettivo (minor rischio di cancro agli organi riproduttivi e alla mammella) legati al blocco lattazionale al ciclo estrogenico. Quindi non mi sembra che il problema che si pone qui sia di salute, ma solo di pianificazione delle nascite.
            In effetti, l’amenorrea lattazionale è un meccanismo della natura che regola la fertilità della donna in modo che non rimanga incinta finché il bambino allattato ha ancora tanto bisogno di lei.
            Naturalmente si può cercare di modulare le poppate, con un bambino grandicello, per fare in modo che l’ovulazione riprenda; sempre cercando di non forzare troppo rispetto alla richiesta del bambino.
            Per quanto riguarda il peso, sono scarsi i dati scientifici che legano lo scarso peso come causa di infertilità, ma naturalmente un dimagrimento può essere sintomo di altri problemi da accertare – non mi inoltro in questo terreno non essendo medico, ma ti suggerisco eventualmente di sentire un altro professionista.
            Per trovare una IBCLC vicino a te puoi cercare sul sito dell’AICPAM: https://aicpam.org/elenco-ibclc/
            oppure se vuoi puoi richiedere con me una consulenza a distanaz, utilizzando il form che trovi qui sul sito.

  2. rita ha detto:

    Gentilissima dottoressa.. leggo solo ora questo splendido post che mi interessa particolarmente.. allatto a richiesta il mio cucciolo di 10 mesi! Lui è nato da una gravidanza considerata sempre a rischio, prima di aborto(sono ANA positiva, anche se 3 medici hanno detto 3 cose diverse in merito, e per utero retroverso con aderenze) e poi di parto pretermine (dalle 28 settimane si era incanalato con accorciamento del collo dell’utero, quindi sono stata a riposo assoluto e con terapia del caso, e appena sospesa a 38+2 è nato lui). Non è una domanda per l’immediato, ma nel breve.. In caso di una nuova gravidanza, l’allattamento sarebbe compatibile nel mio caso? Noi non saremmo assolutamente pronti per smettere.. grazie mille!

    1. Antonella Sagone ha detto:

      cara Rita,
      non sono in grado di rispondere alla sua domanda, non essendo un medico e non conoscendo a fondo i suo caso. Occorre dire che i timori che allattare in gravidanza sia pericoloso per il nascituro nascono spesso frettolosamente, senza approfondire quale sia il quadro clinico generale, quello specifico del caso e la fisiologia della lattazione e della gravidanza, e quindi nel caso di una nuova gravidanza è questo l’approccio che dovrebbe ricercare negli specialisti che la seguono. COme spiegato nell’articolo, gli ormoni dell’allattamento normalmente non sono pericolosi per la gravidanza, per motivi abbastanza semplici: la prolattina, perché la quota di prolattina stimolata dalla lattazione è veramente minimale dopo le prime settimane di allattamento, mentre è la gravidanza a causare un rialzo notevolissimo di prolattina (tanto che raggiunge i suoi picchi massimi proprio prima del parto), di cui la parte ipoteticamente indotta dalla suzione del bambino grande al seno diviene non rilevante.
      L’altro ormone, l’ossitocina, che media il riflesso di discesa del latte nel corso di ogni poppata, è vero, è lo stesso ormone che media l’orgasmo o le contrazioni uterine durante le mestruazioni o il parto; tuttavia l’ossitocina non opera mai da sola ma in un concerto di altri ormoni che modulano i suoi effetti dirigendola su target specifici, quindi prima di dire che la pulsatilità della secrezione di ossitocina può scatenare un aborto o un parto prematuro occorre motivare e definire con chiarezza il quadro clinico e anche le evidenze scientifiche che portano a una tale ipotesi.
      Semplificando, quando il medico non proibisce l’attività sessuale, che fa ben contrarre l’utero molto più intensamente durante l’orgasmo, non ha senso che proibisca la poppata, che a tanti mesi dal parto non provoca effetti rilevabili sulla muscolatura uterina.

  3. Sara fatine ha detto:

    Gentilissima Dottoressa,
    allatto mio figlio da ormai 20 mesi ma non ho ancora avuto il capoparto. Attualmente fa due brevi poppate, una a metà pomeriggio è una prima di andare a letto. La ginecologa mi ha detto che al massimo entro maggio dovrò smettere di allattare perché vuole darmi la pillola per far tornare il ciclo…mi chiedo se sia davvero necessario, vorrei farmi vedere da un altro ginecologo ma ho paura che sia anche lui contrario e mi dica la stessa cosa. La ringrazio anticipatamente

    1. Antonella Sagone ha detto:

      Cara Sara,
      non importa quanti ginecologi puoi sentire che vogliano proporre un farmaco per “far tornare il ciclo” potrai capire che il solo fatto di una mancanza di ciclo non è motivo per forzare il ritorno del ciclo fertile. Come spiego nell’articolo, l’amenorrea lattazionale è un fenomeno del tutto fisiologico, e può capitare a volte che si mantenga anche se le poppate sono sporadiche; questo in sé non comporta alcuna conseguenza per la salute o la funzionalità dei suoi organi riproduttivi, le uniche conseguenze sono un risparmio di perdite ematiche (non avendo il ciclo) – il che di per sé è un beneficio, e l’assenza di ovulazione, che può essere un problema se volete concepire un altro bambino, ma lì il discorso cambia.
      Diverso sarebbe se la tua amenorrea fosse causata da un problema ormonale, ma per fare questa diagnosi occorre effettuare accertamenti specifici, in primo luogo un dosaggio della prolattina che, nel caso di una donna che allatta, deve essere effettuato a buona distanza dalla poppata e poi subito dopo la poppata, per confrontare il suo livello basale e quello di picco con i normali valori di una donna in lattazione (che sono comunque leggermente diversi da quelli di non allattamento).
      Mi chiedo poi di che si tratti questa pillola per far tornare il ciclo. Non vorrei che si trattasse del farmaco comunemente usato per inibire la produzione di prolattina, che viene tanto spesso prescritto “off label” anche per allattamenti che durano da tempo. La cabergolina è appropriata nel caso di disfunzioni ormonali (vedi discorso sopra) o se data subito dopo il parto, per bloccare sul nascere la lattazione. Non ha senso ad allattamento avviato, più che mai che dura da 20 mesi, in cui la prolattina gioca un ruolo secondario nel mantenimento della secrezione lattea. Per approfondimenti su questo tema, leggi il doppio articolo (qui la prima parte): https://antonellasagone.it/2021/08/27/si-puo-mandare-via-il-latte-parte-i/
      Se hai bisogno di ulteriori informazioni e sostegno, anche su altri aspetti del tuo allattamento, io sono sempre disponibile per una consulenza.

      1. Sara Fatina ha detto:

        Buongiorno, innanzitutto la ringrazio molto per la risposta. In effetti la principale preoccupazione è sulla mia salute, anche se dopo settembre di quest’anno mi piacerebbe provare ad avere un altro bambino. Gli esami del sangue mi sono stati prescritti, li ho fatti una normale mattina circa due ore dopo la poppata mattutina (che allora c’era e adesso non più): beta estradiolo 40 pg/ml, fsh 6.7 mUl/ml, lh 3.6 mUl/ml, prl 21.31 ng/ml, progesterone 0.92 ng/ml. Ho eseguito anche un emocromo completo che è risultato tutto nella norma, nel controllare un po’ di vitamine tutto regolare tranne il magnesio un po’ più basso. La pillola che vorrebbe prescrivermi se non ho capito male serve per stimolare l’ovulazione e di conseguenza il ciclo. La ringrazio comunque perché mi ha saputo rassicurare. Grazie ancora

        1. Antonella Sagone ha detto:

          mi fa piacere! Non posso pronunciarmi sul suo caso nello specifico dei risultati di laboratorio o delle terapie, ma solo fornirle informazioni generali, non essendo io medico; quindi parlo solo nell’ambito della mia competenza di IBCLC. Però c’è sempre il riferimento del Mario Negri – 800 88 33 00, numero verde del centro antiveleni ospedale di Bergamo, a cui si può chiamare per avere informazioni sulla compatibilità dei farmaci con l’allattamento. Rispondono medici e tossicologi che oltre a fornire dati rilevanti possono anche indicare alternative farmacologiche che poi possono essere condivise col medico curante.

  4. Sara ha detto:

    Buongiorno dottoressa ho quattro bimbi che ho allattato per diversi anni.. la prima 11 mesi, il secondo 27 mesi la terza 35 mesi e il quarto 47 mesi ma lo sto ancora allattando. Vorremmo un altro figlio ma da un anno ancora non sono rimasta incinta.. o meglio ho avuto solo una gravidanza biochimica interrotta a 5 settimane. Ho fatto esami del sangue sotto consiglio ginecologa:
    Fsh 20
    Prolattina 8,75
    Lh 4,75
    Beta estradiolo 22
    Amh 0.24
    Mi hanno detto che non potrò avere figli perché la mia riserva è azzerata. Ma io credo che con allattamento ancora due volte notturno e almeno due volte di giorno sia abbastanza fisiologico. Mi sembra impossibile essere in menopausa già a 43 anni quando peraltro ho avuto il menarca a 16 anni e mezzo. Io credo che i miei ormoni siano semplicemente un po’ sballati. Calcoli che il ciclo mi è tornato solo l’anno scorso dopo quasi 4 anni da quando sono rimasta incinta l’ultima volta. Quindi alla fine ho dei cicli ancora un’po sballati. Lei cosa ne pensa? Fsh peraltro si muove con lo stress. Premetto che le ecografie evidenziano endometrio perfetto di 9 mm e ovulazione di 20 mm presente. Quindi esami del sangue e situazione ecografia non coincidono. Lei cosa ne pensa? Possiamo parlarci?? Grazie mille

    1. Antonella Sagone ha detto:

      cara Sara,
      premetto che non sono medico e quindi non entro nel merito dei dati degli esami di laboratorio. Posso condividere le informazioni che ho riguardo ai possibili effetti dell’allattamento anche quando si allatta da diversi anni ed il ciclo è ritornato.
      Traduco da Breastfeeding Answers made simple, di Nancy Mohrbacher, p. 494:
      “In alcune donne eccezionalmente sensibili, che hanno precedentemente allattato esclusivamente e intensamente, anche allattare in modo occasionale può essere sufficiente per impedire una gravidanza (Gray et al, 1990). In questi rari casi, anche dopo che la donna ha ripreso un regolare ciclo mestruale, può non essere in grado di restare incinta. (…) [in questi casi] dopo la completa interruzione dell’allattamento, in genere la fertilità ritorna entro 30 giorni (Kauffman 2007).”
      Più avanti questa autrice cita uno studio di Diaz et al, 1992, e scrive riguardo a donne che allattano e hanno il ciclo: “In molti casi, gli ormoni dell’allattamento causano una deficienza follicolare e dell’ovulo, e una deficienza della fase luteinica, e i livelli ormonali nella seconda metà del ciclo sono troppo bassi per mantenere una gravidanza”.
      Non ti so dire se sia questo il tuo caso, però ti suggerisco di sentire un’altra opinione medica riguardo alla sospetta menopausa precoce, perché come vedi potrebbe esistere una spiegazione alternativa.
      Naturalmente se lo desideri puoi richiedere una consulenza con me riguardo agli aspetti legati all’allattamento, pubblicando la richiesta con il form presente su questo sito.
      Per le altre che leggono: sottolineo che ogni donna risponde in modo diverso all’allattamento, per cui quello che ho citato sopra non significa che le donne che allattano possano contare con certezza su un effetto “anticoncezionale” dopo la ripresa del ciclo mestruale!

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