Sapore di mamma

Sapore di mamma

Il sapore del latte materno

Tante volte il comportamento  irrequieto del bambino al seno viene spiegato con il fatto che il sapore del latte potrebbe essergli sgradito a causa di qualcosa che la mamma ha mangiato. È curioso come al contrario non si dia mai il merito alla dieta della mamma quando il bambino invece fa una bella poppata e si stacca soddisfatto!

C’è anche  chi cerca di sfatare questo mito dei cibi che danno cattivo sapore al latte affermando che questo non è vero, perché nulla di quello che le madri mangiano passa nel latte materno, a parte il latte vaccino. Questa informazione, oltre che errata, è anche fuorviante. Infatti il fatto che il latte prenda il sapore di alcuni cibi che la madre mangia non è un difetto ma anzi è un grosso vantaggio, perché permette al bambino di assuefarsi ai sapori del cibo abitualmente consumato dalla famiglia (per approfondire, vedere questo articolo)

Anche il liquido amniotico, come il latte, prende il sapore dei cibi mangiati dalla mamma, e poiché il bambino In utero lo deglutisce, il suo gusto si forma già prima della nascita.

 A dimostrazione di questi fatti sono state effettuate negli anni molte ricerche, che avevano provato questo fenomeno relativamente a diversi cibi e sostanze, in particolare aglio, carote, alcool e nicotina.

Ora uno studio americano ha effettuato la revisione di questi studi mettendoci in grado di identificare diversi aromi che passano nel liquido amniotico e nel latte e che suscitano comportamenti di riconoscimento e apprezzamento da parte del  lattante.

I ricercatori hanno preso in esame sia l’analisi del latte, sia il comportamento del bambino al seno, inclusa la durata, frequenza delle poppate e volume di latte assunto, nonché la valutazione soggettiva della mamma in merito al grado di soddisfazione del bambino durante la poppata.

Sono state trovate correlazioni significative fra diversi sapori da un lato, come  carota, aglio, anice, cumino, menta, vaniglia, e dall’altro il comportamento del bambino al seno. 

L’elemento chiave che provoca il maggiore interesse del bambino è il fatto che la mamma abbia consumato un dato alimento durante la gravidanza o durante l’allattamento.

Questo studio permette di sfatare alcuni miti e di sottolineare alcuni concetti importanti:

  1.  In molti casi è documentato che gli aromi dei cibi si trasmettono attraverso il liquido amniotico e il latte materno.
  2. Questo fenomeno è importante per l’educazione al gusto del bambino, che così viene precocemente instradato a preferire il tipo di cibi consumati abitualmente nella famiglia in cui dovrà crescere.
  3. Ecco perché è importante che la mamma in attesa o in allattamento non rinunci ai suoi cibi preferiti o faccia diete particolari senza validi motivi, e in particolare è importante che continui a insaporire i piatti con le spezie e  i sapori abitualmente usati in cucina, perché questo, contrariamente a quanto spessissimo viene detto, non causa un rifiuto nel bambino ma al contrario educa il suo gusto. 
  4. Va sottolineato che, dopo il sesto mese, introdurre nella dieta del bambino cibi solidi uguali o simili a quelli del resto della famiglia è il modo più fisiologico e facile di riscuotere interesse da parte del bambino.
  5. Infine occorre riflettere sul fatto che la mamma in gravidanza e allattamento ha una grossa responsabilità nell’educare il bambino a una dieta salutare e all’evitamento di sostanze da abuso: basti pensare al fatto che alcuni di questi studi mostrano che i bambini le cui madri assumevano alcolici o fumavano durante la gravidanza o l’allattamento sono stati poi nella maggiore età più propensi a cadere vittima di dipendenze da queste sostanze. 

Se hai dei dubbi riguardo al tuo allattamento e alla tua alimentazione, o hai bisogno di informazioni sulla compatibilità di diete particolari durante l’allattamento al seno, puoi rivolgerti a una Consulente professionale in allattamento materno attraverso questo modulo.

Antonella Sagone, 13 aprile 2022

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