Parto in casa o in ospedale?

Parto in casa o in ospedale?

Gli studi che confrontano il parto in casa e quello ospedaliero danno risultati contraddittori; il problema nasce dalla differente strutturazione degli studi, i differenti criteri di selezione, le definizioni, la natura osservazionale o sperimentale dello studio. Il dibattito è acceso e la controversia è intensa.
Il valore aggiunto di questa revisione sistematica è l’uso preventivo di un protocollo (sottoposto anche a peer review) che definisce rigorosamente criteri e metodologia, I ricercatori hanno consultato 5 database ricercando tutti gli studi che analizzavano la mortalità alla nascita in parti ospedalieri e in casa, a partire dal 1990.

Sono stati selezionati 14 studi che possedevano i requisiti per essere confrontati in una metanalisi, per un totale di circa 500.000 partorienti, sia nullipare che multipare. I casi in esame erano tutti a basso rischio (anche quelli di donne che avevano scelto di partorire in ospedale), e sono stati confrontati stratificando gli studi per disegno, setting e numero di parti dei soggetti.

I dati hanno mostrato che non vi erano differenze statisticamente significative fra parto in casa o in ospedale, per quanto riguarda il tasso di mortalità del feto o neonato durante o subito dopo il parto, purché nel contesto domiciliare le ostetriche fossero ben raccordate con la struttura ospedaliera.

Oltre alla mortalità, altri parametri che non hanno mostrato differenze significative sono stati l’indice di APGAR, la necessità di manovre rianimative e l’ammissione in terapia intensiva neonatale.

I ricercatori hanno rilevato che gli studi di più elevate qualità provenivano dai database più vasti, utilizzati in aree dove le ostetriche che effettuavano I parti in casa erano bene integrate nel Sistema sanitario. Questo significa che I risultati di questo studio possono essere generalizzati con cautela, laddove I prerequisite del parto in casa o in Ospedale differiscano dai criteri di selezione adottati in questa ricerca. Tuttavia per le madri a basso rischio è importante avere la possibilità di effettuare la scelta del luogo in cui partorire secondo le proprie esigenze e attitudini, e non in base a preconcetti o paure fondate su pregiudizi sull’uno e l’altro ambiente per il parto.

Il testo integrale (in inglese) dello studio può essere letto qui. 

Antonella Sagone, 17 settembre 2025

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