L’ossitocina aiuta a contrastare la depressione

L’ossitocina aiuta a contrastare la depressione

L'ossitocina aiuta a combattere la depressione!

Come sono i livelli di ossitocina nelle madri a 4 e 8 settimane dal parto? Ci sono differenze se la madre allatta al seno o al biberon? E come variano i livelli di questo ormone se la mamma è depressa?

Questa ricerca ha trovato relazioni complesse fra questi tre elementi, che risultano comunque evidentemente correlati fra loro, con l’ossitocina più alta che si accompagna all’allattamento al seno e all’assenza di depressione post parto.

L’ossitocina viene prodotta durante la poppata al seno, a seguito dello stimolo della suzione e del contatto con il bambino, e anche in risposta al suo pianto o segnali di fame. Avendo natura pulsatile, aumenta e diminuisce a seconda del momento e nell’arco della poppata, regolando il rilascio del latte dal seno. È quindi un fattore chiave nel successo dell’allattamento.

Gli effetti dell’ossitocina sull’umore sono anche ben noti, determinando rilassatezza, benessere, favorendo il sonno e facilitando i legami affettivi. Lo stress, il disagio, l’ansia ne inibiscono la produzione e il rilascio. Per un approfondimento su questo tema, leggete questo articolo

È interessante che nello studio citato l’ossitocina aumentasse nelle madri non solo durante la poppata al seno, ma anche durante la somministrazione del biberon. Ma mentre le madri che non allattavano avevano questo aumento di ossitocina solo se non erano depresse, quelle che allattavano al seno avevano ossitocina alta anche in presenza di depressione.

Probabilmente un fattore determinante, in caso di precoce interruzione dell’allattamento, è se questo sia stato una scelta materna o vissuto invece come fallimento del proprio progetto di accudimento del bambino.

Spesso gli operatori, in caso di predisposizione o presenza di depressione, sembrano considerare l’allattamento un ulteriore fattore di stress e quindi consigliano di svezzare il bambino; ma i dati di questo e di altri studi invitano a riconsiderare queste indicazioni e ritenere piuttosto l’allattamento un fattore protettivo. Quello che può costituire uno stress non è l’allattamento, ma un allattamento difficoltoso, quando la donna non è sostenuta e non riceve aiuto competente per risolvere i problemi.

La versione integrale dell’articolo (in inglese) può essere letta qui

23 giugno 2021

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